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mercoledì 30 novembre 2011

Le foto delle nuove specie marine dell’Antartide - Nuove scoperte



Lo stareater

Questa creatura lunga 19 pollici potrebbe essere un tunicato, dicono gli scienziati. E’ stato trovato galleggiante a 7218 metri sotto la superficie delle acque del Mar di Ross al largo dell’Antartide meridionale.
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dellAntartide
Tunicato

Ragno di Mare, lungo 9,8 pollici scovato nel Mare di Ross nel sud Antartide. Temperature fredde, pochi predatori e alti livelli di ossigeno potrebbero spiegare le loro dimensioni gigantesche.
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dellAntartide
Ragno di mare

Lo chiamano il polpo Antartico ed è stato considerato come la diciottesima specie di polpo scoperta. E’ stato trovato alla profondità di 3280 piedi.
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Polpo di mare

Un nuovo tipo di stella marina, che assomiglia ad un sacco, misurante 24 pollici di lunghezza.
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Stella marina

Si tratta di una specie completamente nuova ancora in fase di studio. Misura 2,5 pollici di larghezze e fino a 39 pollici di lunghezza.
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dellAntartide
Nuova specie

Lo chiamano stareater. Questo pesce ha la pelle molto morbida, genera luce rossa per attirare la preda verso di se. Una volta che la preda è a breve distanza, i denti aghiformi, affilatissimi e curvi non danno alcuno scampo. Il pesce appartiene alla famiglia Stomiidae e cresce fino a una dimensione di 8,3 pollici.
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Lo stareater
Si tratta di un nuovo tipo di Barracuda. Il pesce ha occhi blu zaffiro con una bocca lunga contenente denti ricurvi per immobilizzare prede ed esercitando una notevole pressione sono in grado di paralizzare la spina dorsale della vittima.
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Il nuovo Barracuda

Questa specie si chiama anfipode e fu scoperto nel 2004. Questo crostaceo si presenta come un gambero ed è stato raccolto da una profondità di 985 metri.
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dellAntartide
La nuova specie di Anfipode

Si tratta di una nuova specie di maiale del mare, dichiarata come un genere di cetriolo di mare (holothurians). I Cetrioli di mare fanno parte di un gruppo di animali marini che popolano il fondale marino assieme agli schizzi del mare, le stelle marine, le lumache di mare, coralli, molluschi, spugne e ricci.
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dellAntartide
Maiale marino

Si tratta di una stella del mare del genere Labediaster, circondata da stelle più piccole e adagiata su un monte sottomarino alto 492 piedi (150 metri) sotto la superficie del Mare di Ross.
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dellAntartide

Creata una foglia artificiale capace di produrre energia

014491 daniel nocera foglia artificiale 300x193 Creata una foglia 
artificiale capace di produrre energia
Daniel Nocera con la foglia artificiale che produce energia

Parlando al Meeting Nazionale della American Chemical Society in California, il Professore Daniel Nocera, del MIT sostiene di avere creato una foglia artificiale, realizzata con materiali stabili e poco costosi, che imita il processo di fotosintesi della natura.

Il dispositivo è una cella solare avanzata, non più grande di una carta da gioco, capace di galleggiare in una pozza d’acqua. Poi, proprio come una foglia naturale, utilizza la luce solare per dividere l’acqua nelle sue due componenti principali, ossigeno e idrogeno, che vengono memorizzati in una cella a combustibile da utilizzare nella produzione di energia elettrica.

La foglia creata da Nocera è stabile – nei test preliminari è stata capace di funzionare di continuo per 45 ore senza un calo dell’attività – e costruita con materiali ampiamente disponibili e poco costosi. Ad esempio il silicio, alcuni componenti elettronici e catalizzatori chimici. E’ anche potente, fino a dieci volte più efficiente nel realizzare la fotosintesi rispetto alle foglie naturali.

Con un singolo gallone di acqua, dice Nocera, il chip potrebbe produrre abbastanza elettricità per alimentare una casa per l’intera giornata. Fornendo ogni casa del pianeta con una foglia artificiale si sarebbe in grado di soddisfare il fabbisogno di 14 terrawatt con un solo gallone di acqua al giorno.

Le affermazioni del Professor Nocera sono impressionanti e non si tratta di semplici concetti. Nocera ha già firmato un contratto per commercializzare la sua idea rivoluzionaria. Il gigante indiano Tata Group ha stretto un accordo per la costruzione di un impianto di piccola potenza, delle dimensioni di un frigorifero, in circa un anno e mezzo.

Questa non è la prima foglia artificiale costruita, naturalmente. Il concetto di emulazione della natura per generare energia è studiato da alcuni decenni e molti scienziati hanno cercato di creare questo tipo di sistemi. Il primo, costruito più di dieci anni fa da John Turner del Laboratorio US National Renewable Energy, è stato efficiente nel simulare la fotosintesi, ma era fatta di materiali rari ed estremamente costosi. Si è rivelato anche molto instabile e aveva una durata di appena un giorno.

Per ora, Nocera sta focalizzando gli occhi sulla paesi in via di sviluppo. “Il nostro obiettivo è quello di rendere ogni casa una piccola centrale elettrica”, ha detto. “Si potrebbero immaginare villaggi in India e in Africa, tra non molto tempo, acquistare un sistema di alimentazione di base a basso costo basato su questa tecnologia”.

Bear Grylls


Dracula di Bram Stoker

Trailer Original Dracula


lunedì 28 novembre 2011

Il Mammut rinascerà nel 2016

Il Mammut, insieme ad altri animali ormai estinti, rinascerà nel 2016. E’ quanto si apprende dal Centro Riken in Giappone per la Biologia Evolutiva, che confida di ridare la vita ad alcune specie animali che abitarono la Terra nel lontano passato.
 
"Io ho già prenotato una bistecca al Mammut!!"
Show Legend.

Life from Space


Gli alberi vampiro. Un film horror? No una mutazione genetica

450px Albino redwood 224x300 Gli alberi vampiro. Un film horror? 
No una mutazione genetica
Le sequoie albine, veri e propri alberi vampiro

Gli organismi albini sono solitamente considerati piuttosto strani, ma nel mondo vegetale rappresentano una rarità.

In questo caso parliamo di una sequoia molto rara a cui manca completamente il pigmento verde della clorofilla, di cui hanno bisogno per vivere (per compiere la fotosintesi). Or bene, queste piante sono letteralmente dei “vampiri”. Sono pallidi (semprebianchi invece che sempreverdi), e sopravvivono succhiando la linfa da altri alberi.

Questi alberi restano attaccati alle radici dell’albero genitore sano (le sequoie costiere possono riprodursi asessualmente emettendo nuovi germogli dalle radici o ceppi) e sopravvivono succhiandogli le sostanze vitale. Possono sopravvivere, in queste condizioni, per oltre un secolo. Lo storico Sandy Lyndon ha spiegato il fenomeno:
“L’albinismo è una mutazione genetica che impedisce alle cellule di produrre pigmento. Negli esseri umani e in altri animali, l’albinismo non è necessariamente un problema tale da metterne a rischio la sopravvivenza. Ma le piante, non possedendo clorofilla, non possono eseguire la fotosintesi. In parole povere, non sono capaci di tramutare la luce solare in energia. L’unica modo che le sequoie albine hanno per sopravvivere è restare collegate alla radice di un albero genitore da cui si succhiano linfa per tutta la vita.”

In tutto il mondo, secondo autorevoli stime, esistono solamente circa 25 alberi di questo tipo, otto dei quali risiedono presso l’Henry Cowell State Park in California, dove ranger e ricercatori dell’Università di Stanford e UC Santa Cruz stanno eseguendo degli studi approfonditi.

I loro aghi sono molli e cerosi. Hanno un colore bianco, come si evince dalla foto. Il fatto che 8 dei 25 esemplari siano cresciuti in questo luogo, rappresenta per gli studiosi un mistero scientifico.

La sequoia dispone di sei coppie di cromosomi che sono in grado di mescolare e abbinare, sperimentando combinazioni diverse e consentendo adattamenti per combattere funghi e virus che altrimenti potrebbero decimare la popolazione.

L’albinismo sembra rappresentare il risultato di un rimescolamento più evoluto spiega il docente Dave Kuty al San Jose Mercury News:
Quando i tempi le condizioni ambientali divengono proibitive, l’albero genitore sottrae tutto il supporto e le piantine imbruniscono, sino a perire. In periodi di piogge abbondanti, germogliano di nuovo, abbondantemente. “Le sequoie albine vanno e vengono, come fantasmi,” dice Kuty detto. “Possono morire fame e scomparire. Per poi riapparire “.